Parlando di nuove case #1

Raccontavo qui il nostro progetto per una nuova casa che sta’ diventando sempre più concreto.

In passato abbiamo realizzato un complesso di loft vicino al Naviglio della Martesana, le nuove case verranno realizzate nella zona che ora viene definita NoLo, Noth Loreto che sarà anche una definizione un po’ da “vorrei ma non posso” di chi vuole far passare una zona di periferia, che non gode di buona fama, per un luogo dall’atmosfera newyorchese ma che in realtà credo stia andando davvero verso una nuova vita.

 

Abbiamo progettato un edifico composto da 14 appartamenti con metrature dai 110 ai 200 metri quadri circa. Ogni unità avrà un grande terrazzo o un giardino privato, gli spazi interni saranno ampi e luminosi, la zona giorno a doppia altezza avrà grandi vetrate.

zona giorno 1

L’accesso pedonale all’edificio avverrà attraverso un piccolo cortile incluso su cui si affaccerà una delle due sale comuni. Qui vorremmo poterci incontrare per fare due chiacchere, bere uno Spritz (scusate sono una fan… va beh anche una birra ci può stare), leggere il giornale, farne insomma il bar della piazza del nostro piccolo mondo.

L’altra sala sarà aperta sul grande giardino comune, vorremmo che questo spazio fosse dedicato al gioco dei bambini sia d’estate che d’inverno.

sala comune su giardino

La qualità degli spazi e dei materiali saranno molto curati e il prezzo al metro quadro molto ma molto interessante.

Siamo già un gruppo di amici, architetti, pubblicitari, grafici, legati al mondo della moda o comunque amanti delle cose belle che per mesi hanno portato avanti questo progetto ormai sempre più concreto. Stiamo cercando nuovi vicini di casa che condividano la nostra idea di abitare. Se siete interessati potete scrivermi in privato per saperne di più.

zona giorno 2

 

Otto regole di luce

Come ho scritto qui sono rimasta incantata dalla giornata passata ad ascoltare Mario Nanni di Viabizzuno e vorrei condividere questa esperienza.

Il suo lavoro segue 8 regole da lui definite.

Otto regole di luce artificiale

  1. presenza e assenza
  2. luce solo dove serve
  3. lo spessore della luce
  4. luce materiale da costruire
  5. elogio dell’ombra
  6. luce in movimento
  7. la luce genera colore
  8. l’emozione del nulla

Otto regole, non sono molte, sembrerebbe semplice. Sembrerebbe appunto perché alle 8 regole della luce artificiale si sommano le infinite regole della luce naturale 8 + ∞

La parola luce deriva dal latino lūx lūcis e significata brillante, bianco ma ognuno di noi dovrebbe dare alla luce una sua definizione, una sua dimensione.

Per un progettista la luce è un racconto, una storia, un elemento al servizio dell’architettura e la sua applicazione è molte volte EMPIRICA. Si possono eventualmente fare dei calcoli di verifica ma la luce deve essere provata e sperimentata. Per progettare con la luce bisogna essere pronti a rispondere alle esigenze più diverse.

Per progettare con la luce BISOGNA PARTIRE DALLA LUCE NATURALE, bisogna osservare e studiare la luce naturale per cercare di arrivare ad un progetto artificiale altrettanto valido.

Con Edison e l’invenzione della lampadina gli architetti hanno iniziato a non progettare più con la luce.

Studiando un impianto elettrico bisogna portare avanti 2 progetti; uno che sottolinea l’architettura ed uno che risponde alle esigenze di chi utilizzerà quello spazio. Non è la quantità di luce ma la giusta illuminazione che fa di un progetto un buon progetto.

Pensiamo ad un cielo illuminato da sole stelle, non è forse affascinante? La luce del fulmine sempre diversa, emozionante, talvolta paurosa può essere presa d’esempio anche per progettare un impianto rigoroso in modo da avere una luce che esce dal coro e fare così la differenza.

Il FUOCO è l’unica luce in grado di stimolare tutti i nostri sensi, ci ipnotizza.

Per una buona progettazione è fondamentale SAPER USARE LA GIUSTA FONTE. Ci sono 5 macro categorie:

  • incandescenza (a filamento)                                              _ 1878
  • alogene (a filamento)                                                           _ 1955
  • fluorescenti (nascono per illuminazioni industriali)    _ 1890
  • Induzione (sono molto costose)                                          _ 1893
  • a scarica di gas                                                                      _ 1910
  • Luce elettronica                                                                     _ 1962

Questo processo evolutivo c’è stato per avere un risparmio energetico e di prolungare sempre più la durata della lampadina ma la qualità dell’incandescenza rimane inarrivabile fino alla lampada elettronica che rimette tutto in discussione. La luce elettronica (i cosiddetti LED acronimo di ‘light emitting diode’) monopolizza il mercato, apre un nuovo mondo e cambia le regole della progettazione àla complica.

L’evoluzione della luce elettronica continua e negli ultimi 4/5 anni ha fatto passi da gigante. Le grandi aziende produttrici di lampade nel mondo erano 4 o 5 (Osram, Philips…), prima era facile sapere quali fossero i migliori prodotti di ognuna, ora i produttori di led sono migliaia e scegliere il giusto prodotto è complicato.

Mario Nanni paragona i led ad un medicinale. La parola led è una generica definizione di sorgente luminosa elettronica. L’aspirina non guarisce tutti i mali così come il led non risolve tutti i problemi di illuminazione, per questo preferisce parlare di SORGENTE ELETTRONICA. Quando si compra un prodotto elettronico se ne devono conoscere le caratteristiche, lo stesso vale per la scelta dei led. Nanni ha lottato per la sopravvivenza della lampadina ad incandescenza la cara vecchia E27, pur apprezzando le grandi potenzialità di queste nuove sorgenti luminose sostiene che prima di abbandonare drasticamente il vecchio sistema si avrebbe dovuto avere il tempo di creare una solida cultura del risparmio energetico, del VERO risparmio. I due sistemi avrebbero dovuto convivere fino a che non ci sarebbe stato un naturale definito passaggio al nuovo.

Come scegliere il giusto led. I parametri da prendere in considerazione sono:

 

  • K la temperatura colore si misura in Kelvin più elevata è la temperatura colore del led più freddo è il suo effetto luminoso (es. 5000 K = luce fredda bianca/blu – 2700-3000 K = luce calda bianco-giallo/rosso)
  • CRI o IRC o Ra (‘Color Rendering Index’ o ‘Indice di Resa Cromatica’) è un valore scaturito dalla media dei 15 colori che ogni buona sorgente luminosa deve avere (molti si fermano a 9 colori, sono insufficienti per una luce di quialità). R9 è un buon valore. Avere una luce di qualità vuol dire avere una luce il più possibile simile alla luce naturale. Quando un led nasce ha un diodo che emette luce blu, successivamente si depositano fosfori a seconda della quantità e qualità si ha una luce più o meno buona.
          • TANTO FORFORO = POCA LUCE di ALTA QUALITA’
          • POCO fosforo = MOLTA LUCE di BASSA QUALITA’
  • Curva di Planck
  • SDCM ‘Standard Deviation of Colour Maching’ definisce la tolleranza in termini di deviazione di colore da lampada a lampada. Per creare un sistema di illuminazione a led che sia efficiente negli anni bisogna garantire tutte le lampade abbiano prestazioni nell’ambito di una tolleranza accettabile in termini di deviazione del colore. Per definire la ‘tolleranza accettabile’ da lampada a lampada, i produttori di led hanno adottato la misura SDCM e l’ellissi di Mac Adam. Un SDCM di 1 step significa che non vi è differenza cromatica tra i chip LED, 2-3 SDCM indica che non vi è quasi alcuna differenza cromatica visibile. Una consistenza cromatica di 7 SDCM è accettata dal mercato.
  • Ellissi di Mac Adam misura la possibile variazione del colore intorno a queste assi, prima che l’occhio umano rilevi la variazione cromatica. È possibile tracciare una serie di ellissi intorno a ciascun colore obiettivo e, più vicina è una data lampada al colore obiettivo, minore è la deviazione del colore che si sperimenta quando queste lampade vengono posizionate una accanto all’altra in una installazione. La distanza dal punto obiettivo in ciascuna ellissi viene misurata in SDCM.

 

Le lampade a ioduri metalli hanno molta potenza e ne bastano poche, per ottenere la stessa luminosità con il led se ne devono utilizzare molti e questo fa si che l’errore si moltiplica al punto che sia visibile ai nostri occhi. Quando si progetta un impianto con utilizzo di led è molto importante decidere da quale produttore rifornirsi, deve essere lo stesso per tutte le lampade perché elementi con le stesse caratteristiche tecniche saranno sicuramente diversi, la possibilità di sbagliare è alta anche agli occhi più attenti. Bisogna scegliere il proprio led.

Uno dei problemi dei led è la dissipazione del calore _ E’ vero che il led non scalda frontalmente ma posteriormente sì. Scalda come una lampadina tradizionale la quantità di calore è minore perché minore è la potenza. E’ necessario costruire un sostegno adatto, bisogna dare la giusta carrozzeria al nostro ‘motore’. Per raffreddare i led esistono 2 tipi di dissipatore:

    • il dissipatore attivo che contiene un ventilatore per raffreddare il led, non è un sistema valido
    • il dissipatore passivo, un elemento in alluminio più grande per favorire lo scambio d’aria e mantenere la temperatura al di sotto degli 80°, perché funzioni al meglio il sistema di raffreddamento deve essere perpendicolare e non parallelo perché in questo modo si crea il moto d’aria. Il dissipatore passivo ha bisogno di più massa e di conseguenza i costi aumentano
    • il dissipatore dinamico è un sistema brevettato in cui l’aria ha un moto dinamico assume velocità e fa passare aria in una doppia camera, riesce a raffreddare più velocemente in uno spazio ridotto

Per realizzare un buon progetto il calcolo illuminotecnico è sicuramente utile ma a monte deve esserci un progetto, un pensiero, questa è la grande differenza; costruire di volta in volta senza seguire regole precise. Si deve lavorare con luce naturale ed artificiale insieme. Per fare un buon progetto di luce bisogna ascoltare e capire. L’architetto deve ascoltare il cliente e capire le sue esigenze. Il cliente da parte sua non ha quasi mai il coraggio o la consapevolezza di qual è il suo budget ma questo è un dato importantissimo per la buona riuscita del lavoro. E’ importante capire che spesso spendere poco inizialmente porta non solo ad un risultato non soddisfacente ma può anche portare a spendere di più nel tempo. Ad esempio se scelgo un sistema flessibile di facile manutenzione che mi dia la possibilità di cambiare nel tempo la potenza e le caratteristiche tecniche mantenendo la stessa struttura avrò una spesa iniziale più elevata ma che mi eviterà di dover sostituire tutto l’impianto. Avrò un risparmio economico ed “ecologico” perché lo smaltimento delle lampade led, dei supporti e dell’elettronica che serve per farli funzionare è un problema notevole che deve considerare anche il dispendio energetico utilizzato per produrle.

Non tutto mi è ancora chiaro ma continuerò a studiare.

capire i led

 

 

Lampadine, errori da non fare.

Marito e figlio sono usciti per procurarsi il materiale necessario per creare un’armatura di quelle “serie”, dato che si recavano in un grande negozio del fai da te ho commissionato loro l’acquisto di una lampadina di quelle con il bulbo grande e sferico… sono tornati orgogliosi con una bella lampadona da 18€ che abbiamo subito provato…. AAAAHHHH…. AIUTOOO… cosa succede… mi è sembrato di essere catapultata con il teletrasporto in un laboratorio di anatomia patologica… la luce era talmente fredda che avrei voluto infilarmi sciarpa e guanti. Ma a chi mai serviranno lampade da 6500k … da annotare negli errori da non fare cercando di non rimpiangere le lampadine ad incandescenza con il loro caro vecchio filamento in tungsteno. Dobbiamo abituarci e fare amicizia con le novità dell’era ecologica, alzi la mano chi non rimpiange i termometri a mercurio… va bene, va bene mi fermo qui.

Controllate sempre le indicazioni sul tipo di luce. Presto sul blog alcuni consigli.

 

lampadina 6500k

La progettazione trasversale

Ieri è stata una bellissima giornata, Milano era illuminata dal sole ed ho avuto l’opportunità di partecipare al corso tenuto da Mario Nanni di Viabizzuno dal tema “le otto regole della luce”. Vorrei condividerere il pensiero di questo interessante personaggio innamorato della luce, dell’arte e attento ad ogni dettagli0 che rende il suo lavoro a mio avviso speciale.

In attesa di riordinare gli appunti di ieri quello che vorrei far mio di quanto ho ascoltato è il concetto di PROGETTAZIONE TRASVERSALE. Ogni gesto ed ogni dettaglio della vita di tutti i giorni può essere curato, coltivato, apprezzato. La prima delle 8 regole di luce di Mario Nanni: “progettare voce del verbo amare”.

Altro buon proposito del 2016: sostenere la progettazione trasversale.

Appunti sulle 8 regole della luce di M.Nanni

CFP cari [ex]sconosciuti diventeremo amici!

Uno dei buoni propositi per il nuovo anno è quello di conquistare tanti cfp!

I liberi professionisti sanno di cosa sto parlando, sono i Crediti Formativi Professionali. Un decreto del Presidente della Repubblica del 2102  obbliga i professionisti di curare il continuo e costante aggiornamento della propria competenza professionale, al fine di garantire qualità ed efficienza della prestazione professionale resa al proprio cliente. Ecco io li ho a lungo ignorati.

Detta così sembrerebbe cosa buona e giusta, ma naturalmente i lati negativi non mancano, per esempio i corsi per conquistare crediti sono spesso piuttosto costosi, molte volte noiosi, talvolta inutili ed impegnativi in termini di tempo.

Inizialmente, per un motivo o per l’altro, ho snobbato quest’obbligo… mea culpa. Sul finire dell’anno appena passato ho deciso di porre rimedio a questa mia mancanza e mi sono lanciata alla conquista di punti approfittando delle diverse opportunità che vengono offerte, per fortuna gratuitamente, dall’ordine professionale, da alcune associazioni (sponsorizzate) o dalle stesse aziende. Mi sto entusiasmando a questa attività di aggiornamento che, al contrario di quel che mi faceva pensare la mia iniziale diffidenza, sto trovando anche utile.

Domani farò una full immersion nella luce partecipando al corso organizzato da Viabizzuno. Ho molto da imparare su come si progetta con la luce e mi fa piacere aver avuto questa opportunità.

Non credo che farò domande su come meglio illuminare il mio albero di Natale o Presepe City [vedi qui] ma forse capirò anche quello… Vi aggiornerò sulle nuove competenze acquisite 🙂

Lampadina

Riflessioni dismettendo gli addobbi natalizi

Non ho mai progettato un impianto elettrico pensando agli addobbi natalizi, ma mi sono ripromessa di farlo almeno per la nostra prossima casa.

Non è bello riempirsi di ingombranti ciabatte per illuminare il presepe o disseminare il pavimento di prolunghe impossibili da occultare per riuscire ad illuminare la ghirlanda di abete infiocchettata alla ringhiera della scala.

Dovremo pensare a dove posizionare il presepe che nelle intenzioni dell’uomo di casa si dovrà estendere per diversi metri quadri… probabilmente sarà necessario rivedere il nuovo PGT (Piani di Governo del Territorio) o ideare un PGC (Piano di Governo della Casa) di nostra personalissima invenzione per regolare “l’edificazione” di capanna, casette e recinti di pecorelle dove ogni abuso edilizio sarà permesso… Penseremo all’albero di Natale che per me deve essere VERO e collocato all’esterno, le attuali luminarie da poter mettere all’aria aperta sono terrificanti, dopo la lenta agonia di bellissime lucine rotonde di un giallo caldo sono subentrati metri di illuminazioni LED (alcune, per errore, blu elettrico :[ ) dalla luce freddissima e dai ritmi isterici. Risultato: quest’anno l’albero di Natale non c’è stato).

Ghirlanda di Natale

Pensando alla nuova casa #1

Nella nostra famiglia parlare della nuova casa è una cosa normale, i nostri figli sono abituati, è come se fossimo sempre pronti ad un fantomatico trasloco.

Negli anni di progetti ce ne sono stati diversi e abbiamo fantasticato sulla disposizione delle camere, sui colori delle pareti, i materiali e gli arredi.

Più di 10 anni fa lavoravamo davvero alla nuova casa, quella in cui ci troviamo da quasi 8 anni.

Pensando alla nuova casa 2

Questo nuovo anno forse concretizzerà una delle tante case sulle quali abbiamo sognato negli ultimi anni. Il percorso è lungo e complesso; c’è un terreno, un gruppo di acquisto da creare, un venditore con cui trattare… ma nel frattempo si progetta, si fanno piani economici e si discute già su quale potrebbe essere il pavimento ideale per la zona giorno.

Ho deciso di raccontare questa nuova avventura ma non solo.

Mi piace scoprire come gli altri vivono la propria casa, cosa vorrebbero cambiare e cosa gli manca, vorrei riuscire ad avere un campione più ampio di modus vivendi per aiutare sempre meglio le persone a stare bene nel loro rifugio.

 

La nuova casa 3